Un progetto del Dipartimento di Studi Interdisciplinari su Traduzione, Lingue e Culture – Università di Bologna

SDH Project: un progetto di ricerca sulla sottotitolazione televisiva per i sordi

Questo progetto di ricerca vuol puntare l’attenzione sulle problematiche legate a un particolare servizio di mediazione per i diversamente abili in Italia: la sottotitolazione (soprattutto televisiva) per i sordi in Italia. Si tratta di un servizio che negli ultimi anni è stato oggetto di interesse e studio da parte degli esperti di traduzione audiovisiva e multimediale.

L’importanza di garantire parità d’accesso all’informazione audiovisiva a tutti i cittadini è stata ribadita a più riprese sia a livello nazionale che a livello europeo ed internazionale. L’anno Europeo per la disabilità (2003)e le recenti direttive europee come “Media Audiovisivi senza frontiere” del 2007 hanno messo in evidenza l’importanza di fornire tutti gli strumenti per permettere anche alle persone affette da disabilità di fruire pienamente dei servizi offerti.

La situazione attuale in Italia

In ambito televisivo la sottotitolazione intralinguistica per i non udenti è uno degli strumenti maggiormente utilizzati dalla televisione pubblica italiana (e in misura minore anche da alcune emittenti private) per garantire l’accesso e la piena comprensione dei (suoi) programmi televisivi al pubblico sordo o con problemi di udito. L’erogazione di questo servizio, che viene garantito da oltre vent’anni, è regolamentata dal Contratto di servizio che stabilisce ogni tre anni la quota di trasmissioni televisive che il servizio pubblico è tenuto a sottotitolare. Il contratto di servizio, però, si esprime solo a livello quantitativo e non fornisce indicazioni qualitative sui servizi erogati.

Recentemente, le lamentele pubblicate da una parte della comunità sorda e alcuni studi effettuati dalla comunità accademica hanno evidenziato/fatto emergere la mancanza di standard comuni e condivisi per il sottotitolaggio televisivo per non udenti in Italia. Mentre in altri paesi europei e non (come la Spagna, il Regno Unito e gli Stati Uniti) esistono manuali o vere e proprie norme di standardizzazione che regolamentano questo aspetto in Italia, sostanzialmente, ogni agenzia di sottotitolaggio si gestisce da sola avendo a disposizione solo qualche indicazione di massima fornita dall’emittente. Questa mancanza di una regolamentazione uniforme e universalmente condivisa, ha generato nell’utenza confusioni e critiche qualitative , spesso frutto della mancata percezione delle problematiche a cui i sottotitolatori devono confrontarsi. Infatti le strategie di sottotitolazione variano per tutta una serie di fattori come la modalità di messa in onda (live o preregistrato) e la tempistica.

Il progetto

Il Dipartimento di Studi Interdisciplinari su Traduzione Lingue e Culture ha organizzato un assegno di ricerca per studiare questo aspetto particolare. Il titolare dell’assegno è la dott.ssa Irene Frosi, coordinata dal prof. Chris Rundle e dalla prof.ssa Gabriele Mack.

L’obiettivo principale del progetto è di arrivare alla definizione di un set di standard per la sottotitolazione televisiva condivisi e mirati specificamente al contesto italiano, partendo da un’attenta analisi di quanto fatto finora e tenendo conto sia delle legittime esigenze della comunità dei sordi, sia delle reali possibilità materiali e tecniche della sottotitolazione. Una ricerca approfondita sulle buone pratiche invalse all’estero e in Italia, e l’avvio di un processo di consultazione con fornitori e utenti, dovrebbero consentire di pervenire ad una valutazione obiettiva dello stato dell’arte italiano e, su questa base, alla proposta di standard che abbiano una realistica possibilità di essere condivisi da utenti e fornitori.
Si tratterà quindi, tra l’altro, di fare chiarezza su questioni complesse come:

• potenzialità e ambiti di applicazione delle diverse tecniche di sottotitolazione;
• differenze tra sottotitolazione live e sul registrato;
• pro e contro di sottotitolazione integrale e riassuntiva nei vari contesti d’uso;
• rapporto tra qualità e quantità/prezzo.

Il progetto ha un duplice scopo: produrre un documento condiviso e riconosciuto e allo stesso tempo gettare le basi per avviare, presso la Scuola Interpreti di Forlì, un percorso di formazione specifico sulla sottotitolazione per non udenti in televisione.

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